Gatti ordinati, in fila – non per sei e senza resto – ma ben sistemati uno accanto all'altro, nelle cucce, con le rispettive pappe nelle rispettive ciotole, anche queste collocate con precisione su mensole capienti: la cinepresa di Giaris Magi non è entrata nel dettaglio dei recinti per i cani, ma la pulizia evidente, i modi pacati e al tempo stesso entusiasti nel racconto del proprio impegno quotidiano testimoniano la cura e la scrupolosità che intridono ogni azione dei volontari dell'Associazione Amici del Cane e della loro gestione del Canile del Monte Gazzo, a Genova.
Una struttura nata nel 1969 grazie all'azione di una marchesa di cui non ho compreso bene il nome (Valzelli, forse?) e di Rina Govi, attrice, moglie di Gilberto Govi.
Radici antiche, legame profondo con il territorio e la cultura del prossimo, ravvicinato dalla breve distanza di un caruggio, un prossimo che è anche animale non bipede. In essa operano volontari qualificati, preparati grazie a corsi specifici, e qualificanti, cioè formati dall'esperienza, vero e proprio tesoro, bagaglio immenso che solo la collaborazione e l'insegnamento possono conservare e tramandare.
Credo sarebbe utile e illuminante un articolo, saggio, inchiesta che racconti e spieghi quali e quanti vincoli, iter, pratiche burocratiche e versamenti dovuti, circondano questo settore. Farebbe chiarezza e forse potrebbe ispirare qualche proposta per una normativa più snella ed efficiente, che agevoli la vita a queste piccole realtà, così importanti e decisive per le anime di cui si occupano: così le chiamano, anime, ed è giusto, corretto, dovrebbe diventare definizione assodata.
Tutto però dipenderà sempre da noi: da come consideriamo un cane, gatto, un animale tout court. Fino a quando non sarà stata assimilata l'idea che non sono cose, non sono «un di più» ma sono esseri viventi e senzienti, capaci di esprimere tutto senza dire nulla (cit. Sandra), bisognosi di relazioni, esperienze, amore come noi, nulla cambierà purtroppo. Conforta però la presenza di giovani leve, capaci, determinate, attive, una costante in questo racconto a puntate, una iniezione di vitalità e speranza.

