Ultima promozione di questa tornata da 300 parole l'una.
Come la prima, è in gara in una competizione non agonistica che si è da poco chiusa.
Attendo di conoscere valutazione della giuria e risultato, ma intanto oggi – 1 luglio 2026 – è occasione preziosa per ricordare l'incipit del romanzo (che si può leggere qui) che recita appunto: «Era il 1° luglio del 1966».
Chi apre Tutta l'estate davanti. Levanto sempre trova un esergo con dedica, una breve premessa con i dovuti ringraziamenti e il testo di una canzone: Levanto ad ottobre, di Lorenzo Gabetta. Andante, se non erro, è il tempo che la regola. L'atmosfera che evoca è stata preziosa fonte di ispirazione e le sue strofe una sorta di sestante nel mare dei ricordi.
TED (acronimo del titolo) mi ha regalato tante soddisfazioni: a partire dagli incoraggianti commenti degli amici che lo hanno letto in anteprima, per arrivare al pomeriggio della presentazione e alle occasioni di incontro con le Croci destinatarie di tutti i proventi (avere di fronte piazza Cavour – luogo di Levanto che per me riveste un significato speciale – gremita di pubblico attento e interessato è stata un'emozione fortissima) fino alla simbolica consegna del primo e più importante ricavato.
TED ha ricevuto un encomio di merito al premio letterario Sarzanae 2025; ha vinto il concorso on line Writer Gold Officina; è iscritto ad altri concorsi dei quali ancora non ho contezza, ma prometto aggiornamenti.
Queste le 300 parole che lo raccontano:
Alice arriva a Levanto da bambina e, un'estate dopo l'altra, cresce tra questo luogo, che sente casa sua, e Milano dove è nata, vive e lavorerà, nella quale si sente invece spaesata. La scuola e l'università – frequentata negli anni di piombo e, poi, luogo di complesso inserimento professionale – scrivono le stagioni fredde, che scorrono come sabbia nella clessidra. Alice aspetta solo il momento di girarla, di vivere una nuova estate, una libertà maggiore perché i divieti dei genitori via via si allentano.
Amici, innamoramenti, amori: tutto le accade in quel luogo che la avvolge, la coinvolge e la trasforma, costringendola a scoprirsi e prendere consapevolezza di sé. Tuttavia, non è Alice il vero protagonista ma il luogo: orgoglioso delle proprie tipicità (blu di mare e cielo, luci policrome del tramonto, bianche onde di libecciate, profumo di pesto e fiori di campo, sentore di frantoio e focaccia, tipico mugugno) e contraddizioni. Una vena di rassegnazione lo percorre: è quella di chi si adatta al turismo, necessario e vitale, ma lo sopporta a mala pena e ritrova tutto il suo paese a ottobre, quando resta solo il bello, a estate finita, cabine smontate e foresti tornati da dove sono arrivati; alcuni, altri invece in attesa di vaglio critico per essere accettati pienamente, quelli per i quali Levanto non è solo ad ottobre (come recita in apertura il titolo della canzone ispiratrice del racconto) ma sempre (sottotitolo).
Nelle diverse occasioni di presentazione, questo romanzo si è personificato nell'acronimo del titolo – TED – uno di famiglia per tutte le famiglie nelle quali è entrato: ogni commento, impressione, riscontro ricevuti mi hanno trasmesso il senso di una comunità, di valori condivisi, di tempi vissuti insieme anche senza frequentarsi, anche se vissuti in altri luoghi, di presenze e assenze che lo hanno caratterizzato.
Questo nuovo primo luglio, dunque, posso ancora dire sessant'anni dopo (e mi trema la tastiera a scriverlo) che ho un'altra estate davanti, sempre a Levanto. Il mio rapporto con il tempo non è mai stato tranquillo – neppure i miei studi storici sono serviti a placare la mia ansia innata – ma Levanto è sempre stata e continua ad essere per me l'approdo sicuro.
Qui tutte le informazioni sul libro, comprese quelle per acquistarlo.

