Pedro, ci sei? Ti devo chiedere una cosa.
Eccomi, Giatt. Che c'è?
Ma lei, ti sgridava? E per cosa?
Fammici pensare... dunque, dato che io ero bravissimo in tutto, è difficile farti un esempio. È inutile che sbuffi, sai!
Avrai fatto pure tu qualcosa da non fare, in quindici anni di vita! Si sarà arrabbiata anche con te, una volta.
Quella volta più di tutte: quando sono sparito nel parco, a Monte. La sentivo che mi chiamava, era disperata! Ma avevo da fare. E quando sono ricomparso mi ha detto persino «brutto cagnaccio cattivo».
Ammazz...
Tanto non ci credeva neanche lei.
E «non si fa», non te l'ha mai detto?
Certo, ma ero piccolino, proprio cucciolo, la facevo ancora in casa. Dicevano qualcosa di simile anche a lei – «non è educazione» – e lei lo dice a te, ora che sei al mio posto, caro il mio Giatt.
Mica siamo umani, noi, caro il mio Pedro.
No, siamo animali, cani per la precisione, ma dato che l’educazione dell’umano viene prima di quella del cane, umano educato è uguale a cane educato. Quindi, adeguati.
Va bene, ma cosa avrò fatto di sbagliato? Mi sono nascosto dietro di lei perché a me i bambini fanno paura; mi metto in allarme e mi allontano; e lei lo sa. Erano tutti in giro, scuole appena finite, e io stavo malissimo. Mi sono attorcigliato tutto intorno a lei.
Allora avrai rischiato di farla cadere, oppure avrai fatto altro: che ne so? Ringhiato? Mostrato i denti?
Ma neanche per sogno! Sarò anche senza pedigree, ma non ho mai ringhiato né mostrato i denti a nessuno. Sono basso e i bambini arrivano alla mia altezza e io ho paura che mi facciano del male.
Non senti con loro un'affinità segreta?
No, sento solo il rischio della violenza. Non li leggi, tu, i giornali? Non eri tu l'intellettuale di casa?
Leggo, leggo. È che le notizie si possono sempre strumentalizzare.
Strume, che?
Strumentalizzare: girarle come pare e piace, usarle ai propri scopi.
Mah, io so solo che prima di fidarmi, devo essere più che sicuro.
Lo so, ci vuole tempo e fai bene. Però, ci sono anche bambini bravi, con genitori che li hanno educati alla tenerezza verso gli animali. In caso contrario, lei non lascerebbe mai che si avvicinassero a te. E poi, se ci sarà pure la legge...
Scherzi?
Sì, legge o no (e speriamo di no se la legge è quella che abbiamo letto) è sull'educazione dell'umano che bisogna insistere, non su un addestramento che non tiene conto di come siamo tutti diversi, noi cani.
Pensi che, per Natale, quella famosa lista andrà in vacanza?
Non lo so, Giatt. Però sono stati e sono parecchi (ed è confortante!) a mostrare tutti i buchi che ha.
E non li abbiamo fatti noi, i buchi: né con i denti, né con le unghie. Che sia chiaro! Oh! Perché noi cani siamo persone educate e responsabili; ecco.
Sul fatto che siamo “persone”, dobbiamo ancora lavorare parecchio per convincere la gente, ma intanto, sai cosa penso, Giatt?
Cosa, Pedro?
Una cosa che ho letto: la responsabilità della propria anima inizia quando si scorge l'anima negli altri animali.
Ma quanto sei filosofo, Pedro. Possiamo dire che è il nostro pensierino di Natale?
Anche se non l'abbiamo pensato noi due? Va bene, dai; per questa volta. Auguri a tutti i nostri amici animali, che conosciamo e che non conosciamo.
Auguri anche da me.

