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©Amelia Belloni Sonzogni

 

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con la stilo nel pc

il portavoce

10-04-2026 08:45

Amelia Belloni Sonzogni

racconto, dialoghi-sotto-la-scrivania-dellautore,

il portavoce

si affolla di voci il dialogo sotto la scrivania dell'autore [dedicato a Nikla]

Ssst! Facciamo piano, chè siamo in tre...

Va bene, Pedro; ti seguo. Ma cosa fa il Giatt lì impalato? Pare una statua...

Credo rifletta, Dog.

Ah!

Posso, anch'io?

Sì, vieni piccola, ti faccio strada.

Bravo Dog, fai tu gli onori di casa. Io penso al Giatt, prima che esploda in uno dei suoi abbai da spavento.

Si spaventa lui per primo, mi par di capire.

Proprio così, Nikla. Come lo sai?

Lo conosco da quando la mia umana leggeva di lui, di te, di voi. E mi raccontava le vostre storie che tanto somigliavano alle sue con Niki prima di me e poi con me.

Anche tu dal canile, come il Giatt, vero?

Sì, Pedro, anch'io.

Abbiamo imparato a conoscerti quando la nostra umana chiacchierava con la tua e guardavamo insieme le tue foto con Tigrotta. Ti ho sempre ammirato tanto.

Perché, Dog?

Mai avuto un bel rapporto con i gatti, io. Una volta – per strada – me ne è arrivata una addosso: uscita come una furia da un cancello, mi ha infilato tutti gli artigli nella schiena. Uno spavento, tra me e la nostra umana, e che male! Ancora mi domando perché. Da allora, sono sempre stato alla larga.

Io, invece, ho sempre familiarizzato benissimo. Tanto che, una volta, ho pensato di poter affermare la mia supremazia su di lui, un gattone grigio pelosissimo – e molto paziente a dire il vero. Se volete, ve lo racconto.

Lo sappiamo, lo sappiamo. E non ci interessano i particolari, vero?

Invece, io, avrei tanto da raccontare della mia vita con Tigrotta...

E ce lo racconterai. Ma ora, che dite? Avvertiamo il Giatt che siamo qui in tre? Sarebbe meglio, perché di solito ci sono solo io.

Pensaci tu, Pedro. Sei d'accordo, Nikla?

Per me, va bene. Se pensi sia meglio, mi fermo più lontano, sulla porta, o in cima alla scala. Vi guardo da lì.

Ma non scherzare! Stiamo tutti insieme.

 

Giatt! Ehi, mi senti? Sono qui con Dog e Nikla.

Pedro! Qui, dove? Non vi vedo. Ah, già, posso solo sentirvi. Scusate, ero assorto nei miei pensieri e – in realtà – cercavo proprio te, Pedro.

Che volevi?

Notizie di Nikla, dopo quelle così tristi e sofferte che ho sentito correre sul telefono in questi ultimi giorni.

Ciao Giatt. Forse speravi di non sentirmi così presto.

Lo speravamo tutti...

Infatti! Ho capito cosa era accaduto quando è arrivato quel senso di vuoto e di impotenza, lo sgomento totale, una specie di rassegnazione a un dolore riconosciuto che ricomincia ogni volta. Mi è bastato guardare la nostra umana per averne conferma. Quando mi guarda in quel modo e mi stringe e trattiene le lacrime a stento, come la consolo?, mi chiedo.

È così, lo sentiamo noi, lo sentono i nostri umani che cercano di non piangerci addosso ma poi non riescono. E noi a consolare, a star lì il più possibile, stretti, vicini, perché è sempre la sola cosa per noi importante. Che siamo noi o nostri simili nostri amici, non cambia: si rivive tutto.

Specie se c'è qualche somiglianza con il vissuto di uno di noi. Vero Nikla?

Vero, Dog. Sono un'anima silenziosa: riservata e al tempo stesso impegnata; somiglio parecchio alla mia umana, ma se devo dire qualcosa, lo affermo con chiarezza e sono inequivocabile. Vi racconterò.

Già, raccontare: è un modo per ricordare, evitare che ci si dimentichi, renderci indelebili e al tempo stesso rivivere. Non è poco! Ognuno di noi può qualcosa per l'altro.

Fino a poco tempo fa, la nostra umana pensava che non interessasse a nessuno sapere di me, di Pedro o di Giatt; ma non è così. Leggendo, ci si riconosce tra persone per bene. E secondo me bisogna insistere. Anche perché c'è poco altro da fare: raccontare, parlare di noi, far comprendere chi siamo, quanto siamo meravigliosi, tenaci, dolci, saggi, capaci... insomma, ho finito gli aggettivi, per ora.

Sono d'accordo Dog. Tu che ne dici, Nikla?

… esito a rispondere perché conosco bene la mia umana e non so se prenderà in mano la penna per me, ma forse sì, forse lo farà: sa dire così bene e così profondamente. Non insisterò, ma spero lo farà.

Scusate, ma ci sarei anch'io, eh... sarò anche piccolo, tracagnotto, sempre all'erta e prossimo allo spavento inutile, pasticcione e... ho finito gli attributi, per ora; ma sono ancora qui vivo e vegeto, per ora. Com'è che si fanno gli scongiuri canini?

Certo che ci sei anche tu, Giatt! E sei il nostro portavoce: raccontato in ogni momento, ogni fiato, corsa, pasticcio o disastro che combini o amore che dai, tanto come tutti noi. Quindi, vedi di star bene e di essere prudente. Ti ho visto oggi, con quel cinghiale oltre la rete.

Appunto, oltre la rete. Nessun pericolo; ci si stava conoscendo, ma ve lo racconto un'altra volta. Ora state un po' qui con me, a guardare il mondo fuori? Oh, bravi. Senza spingere, però, ché c'è posto per tutti.

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