«lotta dura con la verdura» e una carota in pugno: sono lo slogan e l'immagine di una maglietta che indosso spesso mentre lavoro nell'orto. Verde smeraldo, taglia comoda, essenziale: mi piace moltissimo e mi rispecchia anche nel modo di operare: tempi lenti, impegno costante, lavoro meticoloso e sempre diverso, seppure ciclico.
L'orto e il vissuto in quei metri quadri sono in Estemporanea. Scritture brevi con quadri d'autore.
Queste le 300 parole per raccontarlo.
Il giardino di casa può essere un paradiso terrestre. Lo dice Carlo Levi: è vero, l'ho proprio constatato. Il paradiso terrestre è nella terra, che è orto e frutteto con qualche ulivo, che è nostra, dove passiamo molto tempo al riparo da ogni elemento estraneo nocivo (gli amici invece entrano liberamente). Rifugio dal mondo e nostro mondo e fonte di vita e salute, fisica e mentale.
Non c'è fine, mai. Ogni angolo richiede massima cura. La memoria si allena a ricordare quanto compete alle mani. Corpo e volontà si aiutano finché uno si arrende all'altra, ma non ci sono scadenze se non la maturazione dei frutti degli alberi che abbiamo trovato e curato, di quelli che abbiamo piantato e ci sopravviveranno, delle semenze che ogni stagione crescono e ci nutrono.
Stanca e appagata: mi sento così quando interrompo il lavoro per asciugare il sudore che brucia gli occhi. Mi guardo intorno e cerco di non perdere tempo. Potessi fermarlo! Lo desideravo da adolescente nei momenti di serenità e spensieratezza; la fotografia scelta per la retro-copertina dell’edizione cartacea mi ha colto in uno di questi momenti; sono io: come ero allora e come mi sento ancora in spirito, fuori dal tempo. Queste scritture brevi, ma non brevissime né sintetiche, sono scorci di vissuto nati dall'idea di trovare momenti immobili fra terra e mare, altro imprescindibile elemento della mia esistenza: non posso vivere senza, senza nuotare, senza immergermi, senza la leggera scioltezza che mi regala.
Ho provato a raccontare, suggerire, esprimere con compiutezza in modo conciso ma preciso. Sono piccoli «carpe diem», poche ma solide e fondanti certezze quotidiane, solo in apparenza “povere”. Le immagini, istantanee volutamente artigianali e introspettive, in apertura di ogni racconto sono un antidoto alla distrazione che troppo spesso ci cammina accanto e porta altrove la nostra attenzione.
Qui tutte le informazioni sul libro e sull'Associazione alla quale sono destinati tutti i proventi.

